Emozioni – Rabbia

I neonati mostrano, già dalla nascita, competenze emotive: infatti già dai primi istanti di vita sono in grado di rispondere ad alcuni stimoli, come ad esempio la fame o il dolore, con il pianto o a contrarre il viso esprimendo le cosiddette emozioni universali come la rabbia, la paura, la felicità, la tristezza e il disgusto.

Concentrandoci ora sulla prima emozione dell’elenco citato: la rabbia, al suo pieno sviluppo, si colloca nel periodo in cui il bambino non è più centrato solo sull’esercizio delle azioni che hanno prodotto un risultato piacevole ma si estroflette verso il mondo per raggiungere degli obiettivi.

E’ proprio in questo momento che possiamo iniziare ad interessarci a quella che viene chiamata competenza emotiva, ovvero alla natura adattiva e sociale delle emozioni, che comprende la consapevolezza, il riconoscimento, il lessico emotivo e l’empatia.

Il bambino quindi agisce sul mondo volendo ottenere un risultato e quando non lo ottiene ecco che può arrabbiarsi. Il sostegno che possiamo dare in quel momento può avvenire attraverso la comunicazione (lessico emotivo), rendendo il bambino cosciente di ciò che sta avvenendo (consapevolezza), facendogli notare di aver capito il suo sentito di quel momento (riconoscimento) che ci dispiace per la sua rabbia e il suo comportamento (empatia) ma stiamo agendo per il suo bene.
Il bambino in questo modo riceverà una risposta sensibile ma responsiva, capace di accogliere il suo vissuto, di dargli chiarezza, riconoscimento ma anche sicurezza protettiva.
La risposta della rabbia alla rabbia creerebbe confusione, senso di colpa e vergogna così come l’essere accondiscendenti darebbe inizio all’attuazione di una strategia da parte del bambino nella quale ogni desiderio viene veicolato attraverso la rabbia.

Una frase che viene attribuita a Gandhi recita così: “Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei tu quello che si scotta.” Il nostro impegno sarà quello di far spegnere il tizzone senza che nessuno si bruci, o per lo meno che non si bruci troppo.

Dott.ssa Di Laurenza

 

Dopo questa riflessione sulla rabbia, vi lasciamo un elenco di libri inerenti a questa emozione e le istruzioni per creare il barattolo della calma, un valido aiuto per permettere ai vostri piccoli di rientrare in contatto con se stessi e permettere di rifocalizzarsi ed essere più ricettivi alle vostre parole.

Libri

Che rabbia! di Louison Nielman e Nahalie Janer 

È mattina. La mamma è in cucina a preparare la colazione quando, improvvisamente, e senza nemmeno bussare, entra un lupo nero molto arrabbiato! Riuscirà la mamma a tenergli testa?

Questa breve storia fa emergere l’atteggiamento positivo e di contenimento della mamma, che non si mette al livello emotivo della bimba, non “ringhia” e allontana la piccola, bensì la accoglie e ne riconosce l’emozione dirompente e la necessità di essere riconosciuta e accolta.
Età di lettura consigliata 4 +

 

 

Una rabbia da Leone di Giulia Pesavento e Susy Zanella 

Leone si arrabbia proprio per tutto! Un bel giorno, però, Furia, la sua rabbia, esce dalle sue fauci e inizia a tenergli testa.

Un libro che aiuta a gestire ed accettare le proprie emozioni, senza lasciarsi sopraffare dalla negatività ma, al contrario, a comprenderne l’esistenza come parte integrante del proprio essere.
Età di lettura consigliata 4 +

 

 

 

Che rabbia! di Allancé Mireill

Roberto ha passato una bruttissima giornata: appena arrivato a casa risponde male al papà e non vuole mangiare gli spinaci. Che rabbia! Ma quando la Rabbia si materializza, Roberto comprende quanto può essere dannosa…

Questo è un classico della letteratura per bambini probabilmente il libro più venduto e conosciuto sul tema della rabbia.
Età di lettura consigliata 3 +

 

 

 

 

Barattolo della calma

Il barattolo della calma è uno strumeno ispirato al metodo Montessori, che viene utilizzato per distogliere i bambini dall’agitazione e riportarli in una situazioni di equilibrio e di calma.
Viene proposto in particolare in momenti di pianti o di litigio per recuperare il benessere interiore e predisporre i bambini all’ascolto del genitore.

Il barattolo della calma contiene dei brillantini in un liquido colorato, che, una volta scosso il barattolo, fluttuano silenziosamente attirando l’attenzione del bambino.
In questo modo il bambino si ferma ad osservare i brillantini che lentamente ricadono sul fonto, spezzando la tensione del momento e riportandolo alla tranquillità.
Si tratta di un modo semplice per riportare l’attenzione del bambino al momento presente e alla realtà.

Una volta che il bambino si è tranquillizzato grazie al barattolo, il bimbo è pronto per prestare ascolto a chi gli sta intorno e a ciò che gli viene chiesto e detto e potrà spiegare meglio il motivo della sua rabbia.

Di seguito vi lasciamo un breve tutorial su come costruire il vostro barattolo della calma.

Se invece desiderate acquistare un barattolo della calma già fatto, in assortimento abbiamo le “bottiglie Float” di Petit Boum, oppure la “Tempesta di glitter”,

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